domenica 8 maggio 2011

Volley serie D, la festa del Mandello: Festini: "Avvio travagliato poi la giusta quadratura"

MANDELLO 3
LA RETE 1
MANDELLO: Maresi, Micheli, Valsecchi, Bolis, Fumagalli, Sacchi, Mascheri (L), Righetti, Lafranconi. N.e.: Cincera, Balatti. All.: Festini – Binda.
LA RETE: Leggio, Pulatova, Praderi, Gatti, Mascharetti, Corti, Staffoni, Piantoni, Spinelli, Gavin (L). All.: Brugnone.
ARBITRO: Muia di Bergamo.
PARZIALI: 25-18 (25’); 25-27 (30’); 25-15 (20’); 25-14 (20’).
COMMENTO In una palestra bluarancio si è svolta la festa per la promozione in serie C della Polisportiva Mandello. Assordante e senza tregua il tifo delle giovani mandellesi accorse per l’occasione.  Lo speaker prima dell’inizio della gara ha annunciato le rose complete di entrambe le formazioni. Il clima era di gioia con Mandello che voleva celebrare il suo passaggio di categoria chiudendo con una vittoria mentre Larete ha provato, almeno per un set, a rovinargli la festa. Primo set condotto dalle bluarancio che sul turno di battuta di Bolis volano mettendo in crisi la ricezione avversaria. Il secondo set sembra dominato dal Mandello poi dal 21-14 la risalita delle ospiti che con il servizio riescono a mettere in crisi le bluarancio. Mascaretti è la protagonista del finale che viene chiuso da Pulatova in contrattacco. Nel terzo parziale la squadra di Festini e Binda sembra dominare 13-5 con Larete che in ricezione subisce. Poi però arriva il periodo no per la ricezione delle lecchesi e le milanesi si rifanno sotto, 15-16. Poi il turno di battuta di Maresi, 2 ace per lei, e la solidità a muro delle locali chiudono il set con un parziale di 10-0. Nel terzo set è dominio Mandello fin dalle prima fase, 6-0. Margine che poi nel finale viene allargato. E la festa può iniziare. Al termine tutte le ragazze lo staff sono state premiate con un riconoscimento offerto dall’amministrazione comunale e dalla Polisportiva.
Un campionato iniziato in modo titubante dal Mandello. <L’addio di Gaddi all’estero per studio,ci ha costretto a inventare Mascheri in quel ruolo e poi a inserirlo nel contesto di squadra – afferma il tecnico Lara Festini – poi le schiacciatrici sapevano che non c’erano titolari perché nessuna era sopra le altre. Si è instaurata fra le schiacciatrici una sana rivalità perché sapevano che se qualcuna giocava male avrebbero avuto subito una possibilità: ha giocato chi di loro ha dato maggiori garanzie. Questi cambi così frequenti ci sono serviti perché nel momento in cui qualcuna non c’era chi l’ha sostituita era pronta a scendere in campo>.

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